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Stai valutando se aggiungere un sistema di accumulo al tuo impianto fotovoltaico? Oppure stai progettando un nuovo impianto e ti stai chiedendo se le batterie sono davvero necessarie?

È una domanda che ci pongono quasi tutti i nostri clienti in Toscana. E la risposta onesta è: dipende. Non da quello che vuole venderti il tecnico, ma dai tuoi consumi reali, dalle tue abitudini e dai tuoi obiettivi energetici.

Facciamo chiarezza senza promesse irrealistiche.

Cos’è un sistema di accumulo fotovoltaico e come funziona

Un sistema di accumulo fotovoltaico è una batteria ricaricabile che immagazzina l’energia solare in eccesso prodotta durante il giorno per renderla disponibile nelle ore serali e notturne quando i pannelli non producono. Funziona come un ponte tra la produzione solare (concentrata nelle ore centrali della giornata) e i consumi domestici reali (spesso maggiori la sera).

Durante le ore di sole, i pannelli fotovoltaici generano energia elettrica. Se in quel momento stai consumando meno di quanto produci, l’eccedenza invece di essere immessa in rete viene immagazzinata nelle batterie. Quando cala il sole e i pannelli smettono di produrre, la tua casa attinge prima dall’accumulo e solo quando questo si esaurisce preleva energia dalla rete elettrica.

Il risultato pratico è un aumento dell’autoconsumo: passi dal consumare una piccola parte della tua produzione (tipico senza accumulo) a una quota molto più alta (con accumulo ben dimensionato).

Ma attenzione: più autoconsumo non significa automaticamente più convenienza economica.

I 4 casi in cui l’accumulo conviene davvero

Non tutte le famiglie traggono lo stesso beneficio da un sistema di accumulo. Ecco le situazioni in cui l’investimento ha davvero senso.

1. Hai consumi concentrati la sera e nei weekend

Se lavori fuori casa durante il giorno e la tua famiglia accende lavatrice, lavastoviglie, forno, TV e climatizzatore principalmente la sera, stai consumando energia esattamente quando i pannelli non producono nulla.

In questo scenario, senza accumulo cedi alla rete l’energia prodotta di giorno (che ti viene riconosciuta a un prezzo molto basso) e la sera la ricompri a un prezzo significativamente più alto. Con un accumulo, invece, usi direttamente l’energia che hai prodotto tu.

La differenza economica può essere rilevante, soprattutto per famiglie con elevati consumi serali. Nella nostra esperienza in Toscana, questo è il profilo più comune tra chi trae beneficio dall’accumulo.

2. Hai un contratto con tariffe biorarie o multiorarie molto sbilanciate

Se il tuo contratto elettrico prevede un costo significativamente più alto nelle fasce serali, ogni kilowattora prelevato dalle batterie invece che dalla rete vale di più.

Alcuni contratti presentano differenze molto marcate tra fascia diurna e serale. In questi casi, l’accumulo lavora proprio sulle ore più costose, accelerando il ritorno dell’investimento.

Controlla la tua bolletta: se vedi una differenza sostanziale tra le fasce orarie, l’accumulo potrebbe avere molto senso per te.

3. Vuoi massimizzare l’indipendenza dalla rete elettrica

Alcune famiglie scelgono l’accumulo non solo per risparmiare, ma per ridurre al minimo la dipendenza dalla rete e proteggersi da futuri aumenti delle tariffe.

È una scelta che mette la resilienza energetica davanti al puro ritorno economico a breve termine. Con un impianto fotovoltaico ben dimensionato e un accumulo adeguato, è possibile coprire la maggior parte del fabbisogno elettrico domestico nei mesi primaverili ed estivi, riducendo drasticamente il prelievo dalla rete.

Non è la scelta più rapida economicamente, ma è legittima se il tuo obiettivo è l’autosufficienza energetica.

4. Partecipi a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)

Se il tuo impianto fotovoltaico fa parte di una Comunità Energetica Rinnovabile, esistono meccanismi incentivanti specifici. Secondo il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ente pubblico che gestisce gli incentivi per le energie rinnovabili in Italia, le CER possono accedere a contributi a fondo perduto per l’installazione di sistemi di accumulo.

Le percentuali e le condizioni variano in base alla zona geografica e alla configurazione della CER. In Toscana, diverse comunità energetiche stanno nascendo proprio per sfruttare questi meccanismi, riducendo sensibilmente l’investimento iniziale e migliorando la convenienza complessiva dell’accumulo.

Quando NON conviene installare l’accumulo

Essere trasparenti è fondamentale. Ci sono situazioni in cui aggiungere batterie al fotovoltaico è uno spreco di denaro.

Se il tuo autoconsumo diurno è già elevato

Famiglie con qualcuno sempre in casa, chi lavora in smart working, chi ha pompe di calore che funzionano prevalentemente di giorno, chi ha una piscina con filtrazione diurna. Se stai già consumando la maggior parte dell’energia che produci nelle ore di produzione, l’accumulo ti darebbe un beneficio marginale.

In questi casi, l’investimento per un sistema di accumulo allungherebbe troppo il tempo di rientro, rendendo di fatto antieconomica la scelta.

Se l’impianto fotovoltaico è sottodimensionato

Un impianto di piccole dimensioni che produce appena il necessario per i tuoi consumi non genera abbastanza surplus da giustificare l’installazione di batterie. Prima assicurati che l’impianto sia correttamente dimensionato sui tuoi consumi, poi valuta l’accumulo.

Regola generale: l’impianto dovrebbe produrre più del tuo fabbisogno annuo per avere surplus da accumulare.

Se cerchi solo il massimo ritorno economico a breve termine

Le batterie rappresentano un investimento significativo. Un sistema di accumulo aggiunge diverse migliaia di euro all’investimento complessivo.

Un impianto fotovoltaico senza accumulo tende a ripagarsi più velocemente. Con accumulo, i tempi si allungano. Se il tuo unico obiettivo è massimizzare il ROI a breve, probabilmente l’accumulo non è la scelta giusta.

Quanto costa un sistema di accumulo e in quanto tempo rientra

Parliamo di numeri reali, senza gonfiature né promesse irrealistiche.

Costi per sistemi di accumulo residenziali

I prezzi di mercato per sistemi di accumulo chiavi in mano variano in base a diversi fattori: capacità della batteria, tecnologia utilizzata, marca, tipo di inverter necessario e complessità dell’installazione.

L’investimento per un sistema domestico è significativo e va valutato con attenzione. I costi includono batteria al litio, eventuale inverter ibrido, kit di installazione, manodopera qualificata, configurazione e collaudo.

Attenzione alle offerte troppo economiche: spesso nascondono batterie di bassa qualità con garanzie limitate e cicli di vita ridotti.

Detrazioni fiscali disponibili

La normativa fiscale italiana prevede detrazioni IRPEF per l’installazione di sistemi di accumulo abbinati a impianti fotovoltaici. Le aliquote variano in base al tipo di intervento e alla tipologia di immobile.

Le detrazioni si recuperano in 10 anni attraverso dichiarazione dei redditi, riducendo l’esborso effettivo rispetto al costo di acquisto iniziale. Secondo i dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ente pubblico che monitora gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili in Italia, le installazioni di sistemi di accumulo domestici sono in costante crescita negli ultimi anni.

Per conoscere l’aliquota esatta applicabile al tuo caso specifico, ti consigliamo di consultare un commercialista o verificare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, poiché la normativa può variare.

Tempi di rientro realistici

I tempi di rientro dell’investimento dipendono fortemente dai tuoi consumi serali e dalle tariffe elettriche. Non esiste un numero universale valido per tutti.

Fattori che accelerano il rientro:

Fattori che rallentano il rientro:

La vita utile di una batteria agli ioni di litio di qualità è stimata tra 10 e 15 anni. L’obiettivo è che l’accumulo si ripaghi durante la sua vita operativa, ma questo va verificato caso per caso sui tuoi numeri specifici.

Come scegliere la batteria giusta per il tuo impianto

Non tutte le batterie sono uguali. Tecnologia, capacità e marca fanno una differenza enorme sulla durata e sull’efficienza del sistema.

Confronto tra tecnologie di accumulo

TecnologiaVantaggi principaliSvantaggiMeglio per
Litio Ferro Fosfato (LFP)Sicurezza elevata, durata molto lunga, stabilità termica eccellenteDensità energetica leggermente inferioreInstallazioni domestiche indoor, priorità su sicurezza e durata
Litio NMCDensità energetica elevata, ingombro ridottoCosto leggermente superiore, più sensibile alle alte temperatureInstallazioni dove lo spazio è limitato
Piombo-acidoCosto iniziale molto bassoDurata limitata, necessità di manutenzioneSconsigliato per nuove installazioni residenziali

Oggi la scelta per il residenziale si concentra principalmente tra LFP e NMC. Il piombo-acido è ormai superato, salvo applicazioni molto specifiche.

Come dimensionare correttamente l’accumulo

L’errore più comune è sovradimensionare la batteria. Una batteria troppo grande rispetto ai tuoi consumi serali non si carica completamente durante il giorno e lavora in condizioni subottimali, riducendo l’efficienza e accorciando la vita utile.

Regola pratica per il dimensionamento:

  1. Calcola i tuoi consumi giornalieri medi
  2. Stima quanta percentuale consumi nelle ore serali/notturne
  3. Dimensiona l’accumulo su questa quota

Non sovradimensionare pensando “tanto non fa male”. Una batteria troppo grande è uno spreco economico e lavora peggio.

Cosa guardare nelle specifiche tecniche

Quando confronti diverse batterie, verifica sempre:

Un sistema modulare ed espandibile ti permette di partire con una capacità più contenuta e ampliarla in seguito se cambiano le tue esigenze (ad esempio, se aggiungi una pompa di calore o un’auto elettrica).

I 3 errori più comuni da evitare

Nella nostra esperienza con installazioni in Toscana, vediamo ripetersi sempre gli stessi errori. Ecco come evitarli.

1. Comprare la batteria più grande “per stare tranquilli”

Più grande non significa migliore. Se dimensioni male, spendi soldi in capacità che non userai mai. Una batteria sovradimensionata lavora sempre a carica parziale, il che riduce l’efficienza e può accorciare la vita utile del sistema.

Cosa fare invece: analizza i tuoi consumi orari reali per almeno 2-3 settimane (puoi chiedere i dati al tuo fornitore oppure usare un energy monitor). Solo dopo aver capito quanto consumi davvero nelle ore serali, dimensiona l’accumulo.

2. Scegliere solo in base al prezzo più basso

Una batteria che costa meno ma ha una garanzia più breve e meno cicli di vita garantiti non è un affare. È un costo differito.

Fai sempre il calcolo del costo per ciclo: dividi il prezzo totale per il numero di cicli garantiti. Così capisci il costo reale per ogni utilizzo della batteria.

Cosa fare invece: confronta garanzie, reputazione del produttore, assistenza post-vendita. Il brand conta, specialmente per un dispositivo che deve durare molti anni.

3. Non considerare l’espandibilità futura

Oggi installi una batteria di capacità contenuta perché ti basta. Tra due anni aggiungi una pompa di calore e i tuoi consumi raddoppiano. Se il sistema non è modulare, devi rifare tutto da zero.

Cosa fare invece: verifica sempre che l’inverter e il sistema di accumulo permettano l’aggiunta di moduli batteria in futuro. Molti sistemi lo consentono, ma va verificato in fase di scelta iniziale.

Domande frequenti sull’accumulo fotovoltaico

Quanto dura una batteria per fotovoltaico?

La vita utile di una batteria agli ioni di litio di qualità varia tipicamente tra 10 e 15 anni, a seconda della tecnologia utilizzata (LFP o NMC), del numero di cicli di carica/scarica effettuati e delle condizioni di installazione. Le batterie al litio ferro fosfato (LFP) tendono ad avere una durata maggiore rispetto ad altre tecnologie.

Posso installare l’accumulo su un impianto fotovoltaico esistente?

Sì, è possibile aggiungere un sistema di accumulo a un impianto fotovoltaico già installato. Serve verificare la compatibilità dell’inverter esistente (o eventualmente sostituirlo con un inverter ibrido) e dimensionare correttamente la batteria in base ai tuoi consumi. Molti nostri clienti in Toscana hanno aggiunto l’accumulo a impianti già funzionanti da anni.

L’accumulo funziona anche durante i blackout?

Dipende dalla configurazione del sistema. Un accumulo standard si spegne automaticamente durante un blackout per ragioni di sicurezza. Se vuoi continuare ad avere energia durante le interruzioni di rete, serve un sistema con funzione di backup (isola) che costa leggermente di più ma garantisce continuità elettrica.

Conviene installare accumulo senza fotovoltaico?

No, non ha senso economico. L’accumulo serve a immagazzinare l’energia autoprodotta dai pannelli solari. Senza fotovoltaico, caricheresti la batteria con energia acquistata dalla rete per poi riutilizzarla, perdendo efficienza nel processo e non ottenendo alcun risparmio.

Quali autorizzazioni servono per installare l’accumulo?

Per l’installazione di sistemi di accumulo abbinati a impianti fotovoltaico domestici già esistenti non servono autorizzazioni specifiche, basta una comunicazione al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) tramite il portale dedicato. Per nuovi impianti, le autorizzazioni sono le stesse richieste per il fotovoltaico. La normativa può variare leggermente tra comuni in Toscana, quindi è sempre consigliabile verificare con l’installatore.

Come si smaltisce una batteria esausta?

Le batterie agli ioni di litio sono rifiuti speciali e devono essere smaltite correttamente. Il produttore o l’installatore hanno l’obbligo di ritirare la batteria esausta e avviarla al corretto ciclo di riciclo. Non vanno mai gettate nei rifiuti domestici. Molti componenti delle batterie al litio sono riciclabili e recuperabili.

Cosa fare adesso: i passi concreti

Se stai seriamente valutando un sistema di accumulo, ecco l’approccio che consigliamo ai nostri clienti.

1. Analizza i tuoi consumi orari

Non fidarti delle medie generiche. Chiedi al tuo fornitore elettrico i dati di consumo orario degli ultimi 12 mesi (sono obbligati a fornirteli) oppure installa un monitor energetico per qualche settimana. Devi sapere con precisione quanta energia consumi nelle diverse fasce orarie, soprattutto tra le 18 e le 23.

2. Verifica le tariffe del tuo contratto

Prendi l’ultima bolletta e controlla:

Questi dati sono fondamentali per calcolare il risparmio reale che un accumulo ti darebbe.

3. Confronta preventivi dettagliati

Richiedi almeno 3 preventivi da installatori certificati. Ogni preventivo deve includere:

Non accettare preventivi generici con “batteria da 5 kWh” senza specificare il produttore.

4. Valuta gli incentivi disponibili

Verifica:

Gli incentivi possono fare una differenza significativa sul ritorno dell’investimento.

5. Fai i conti senza illusioni

Prendi tutti i dati raccolti e calcola:

Se i numeri non tornano, non forzare. È meglio aspettare che la tecnologia migliori e i prezzi scendano, piuttosto che fare un investimento antieconomico.

Conclusione: conviene o non conviene?

Non esiste una risposta universale. L’accumulo fotovoltaico conviene quando i tuoi consumi, le tue tariffe e i tuoi obiettivi si allineano con le caratteristiche del sistema.

Conviene se:

Non conviene se:

In Solevento, la nostra priorità non è vendere batterie, ma aiutarti a fare la scelta giusta per la tua situazione specifica. Lavoriamo in tutta la Toscana e facciamo analisi personalizzate dei consumi prima di proporti qualsiasi soluzione.

Vuoi capire se nel tuo caso conviene davvero? Contattaci per un’analisi gratuita dei tuoi consumi e un preventivo trasparente, senza impegno. Ti aiutiamo a decidere con i numeri alla mano, non con le promesse.

Le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) sono un tema di crescente interesse nell’ambito della transizione energetica e della sostenibilità ambientale. In questo articolo, esploreremo cosa sono le CER, come funzionano, quali sono i benefici che offrono e come è possibile partecipare a queste iniziative.

Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è un’associazione tra cittadini, aziende, enti locali o altre organizzazioni che si uniscono per produrre, consumare e gestire energia rinnovabile in modo collettivo e locale. Le CER permettono di condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili, come pannelli solari, turbine eoliche, biomassa o altre tecnologie, riducendo così la dipendenza dalle fonti fossili e contribuendo alla sostenibilità ambientale.

Come funzionano le CER?

Il funzionamento di una CER si basa sulla produzione e condivisione dell’energia rinnovabile. I membri della comunità possono installare impianti di produzione di energia, come pannelli fotovoltaici, e condividere l’energia prodotta tra i membri stessi. Questo avviene attraverso una rete locale, dove l’energia in eccesso viene immessa nella rete elettrica e può essere utilizzata da altri membri o venduta al gestore della rete.

Inoltre, le CER possono beneficiare di incentivi e agevolazioni fiscali che rendono l’investimento in energie rinnovabili più accessibile e conveniente per i partecipanti.

Vantaggi delle Comunità Energetiche Rinnovabili

1. Riduzione dei Costi Energetici

Uno dei principali vantaggi delle CER è la possibilità di ridurre i costi energetici. Condividendo l’energia prodotta localmente, i membri possono ridurre la loro dipendenza dall’acquisto di energia dalla rete elettrica nazionale, che spesso è più costosa e meno sostenibile. Inoltre un incentivo statale rende l’operazione ancora più vantaggiosa.

2. Sostenibilità Ambientale

Le CER promuovono l’uso di energie rinnovabili, contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’impatto ambientale negativo delle fonti energetiche tradizionali. Questo è un passo importante verso la mitigazione dei cambiamenti climatici e la protezione dell’ambiente.

3. Autonomia Energetica

Partecipare a una CER consente ai membri di ottenere una maggiore autonomia energetica, riducendo la dipendenza dalle grandi utility e dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia sul mercato globale. Questo può offrire maggiore sicurezza e stabilità a livello locale.

4. Benefici Economici Locali

Le CER possono stimolare l’economia locale, creando posti di lavoro e opportunità di investimento nel settore delle energie rinnovabili. Inoltre, i profitti generati dalla vendita dell’energia in eccesso possono essere reinvestiti nella comunità stessa, migliorando i servizi e le infrastrutture locali.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano un’opportunità concreta per promuovere la sostenibilità energetica e ridurre l’impatto ambientale. Attraverso la collaborazione e l’uso di tecnologie rinnovabili, le CER offrono vantaggi economici, ambientali e sociali ai loro membri. Partecipare a una CER non solo consente di risparmiare sui costi energetici, ma contribuisce anche alla costruzione di un futuro più sostenibile e resiliente per tutti.

Se sei interessato a partecipare o a creare una CER nella tua comunità, inizia informandoti e coinvolgendo il tuo comune o altri cittadini interessati. Il futuro dell’energia è nelle nostre mani!

Assolutamente sì.

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Non solo una scelta green

Passare alle energie rinnovabili non rappresenta soltanto una scelta green, bensì l’occasione di raggiungere l’autonomia energetica e non dover più essere schiavi delle imposizioni esterne.  

Essere energicamente autosufficienti significa essere in grado di  soddisfare il fabbisogno della nostra abitazione senza doverlo acquistare altrove.

Una casa autosufficiente, dal punto di vista energetico, significa ridurre al minimo l’importo delle bollette di gas e luce.

Questo comporta la possibilità di distaccarsi dalla rete di approvvigionamento convenzionale che ci costringe a sottostare a continui sbalzi di costo e imminenti preoccupazioni.

Gli aumenti repentini dei costi in bolletta, verificatesi negli ultimi anni, ci hanno dimostrato quanto sia fondamentale avviare la transizione energetica delle nostre abitazioni il più velocemente possibile!

Transizione energetica vuol dire soltanto fotovoltaico?

No, transizione energetica non vuol dire soltanto installazione di impianti fotovoltaici. Questi ultimi sono soltanto il pezzo di un puzzle composto da altri fattori fondamentali.

Per raggiungere una più completa autonomia energetica, potresti, ad esempio, affidarti a una pompa di calore.

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Ma quali condizioni bisogna rispettare per ottenerla?

L’entusiasmo che sta contagiando tutti quelli che vogliono acquistare un fotovoltaico domestico è incentrato soprattutto sul fatto che sia possibile ottenere uno sconto direttamente in fattura. In pratica potrebbe essere possibile ottenere un impianto senza anticipare davvero un euro.

Capiamo insieme chi può sfruttare questa occasione e come.

I requisiti per ottenere il fotovoltaico SunPower con l’Ecobonus al 110%

Di questo nuovo incentivo se ne parla in tutte le testate giornalistiche proprio per la straordinarietà dell’iniziativa. Quindi non è assolutamente ragionevole metterlo in dubbio. La difficoltà sarà riuscire a soddisfare i requisiti. Ecco perché ti suggeriamo di affidarti a profesisonisti qualificati per esaminare attentamente il tuo caso specifico.

1. Il tuo impianto fotovoltaico deve essere parte di un investimento che comprende un intervento principale o “trainante”.

La super-detrazione non può essere applicata all’acquisto del solo impianto fotovoltaico. In realtà è dedicata a quelli che vengono definiti gli interventi principali o “trainanti”. In particolare, si può scegliere tra:

Solo se combini l’acquisto del fotovoltaico con uno di questi interventi principali puoi accedere all’agevolazione. Queste regole non valgono solo per le ville unifamiliari, ma anche per i condomini. Ci sono però alcune varianti. Naturalmente gli interventi devono essere fatti su parti comuni e gli impianti di climatizzazione devono essere centralizzati.

2. Chi può avere questa super agevolazione

Certamente questa misura non è indirizzata alle aziende o alle imprese. I soggetti ammessi sono:

3. L’intervento deve essere effettuato su edificio domestico

Giustamente l’obiettivo è quello di accrescere l’efficienza energetica delle proprie abitazioni. Si possono includere interventi anche sulla seconda casa. Non si possono comunque coinvolgere più di due unità familiari e sono stati esclusi edifici come i castelli. Il motivo è piuttosto evidente.

4. Gli interventi devono garantire un miglioramento di due classi energetiche

Questo requisito presuppone che vengano fatti due Attestati di prestazione energetica (APE). Uno prima e uno dopo i lavori. Se non è possibile migliorare di due classi energetiche perché l’edificio possiede già una classe energetica alta, la normativa richiede di arrivare almeno a quella più alta.

5. Il costo del tuo impianto fotovoltaico chiavi in mano non può superare determinati parametri

L’importo massimo ammissibile è di 2.400 euro per ogni kWp. Se invece l’edificio viene demolito e ricostruito il valore massimo è di 1.600 euro al kWp. Nell’insieme il massimale di spesa incentivabile non può superare 48.000 euro.

6. La finestra temporale: in linea generale tra il 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021

Tranne alcune eccezioni, le spese devono essere sostenute all’interno di questo periodo di tempo. Preparati per tempo quindi, se vorrai cogliere questa opportunità tieni conto che i tempi tecnici per eseguire tutte le operazioni sono abbastanza lunghi. Non aspettare all’ultimo minuto come fanno in tanti. Quando la richiesta di pannelli fotovoltaici sarà molto elevata potrebbero esserci difficoltà nella disponibilità dei prodotti.

7. Il super-bonus non è compatibile con altre forme di incentivo dedicato al fotovoltaico

Il tuo impianto fotovoltaico non potrà godere di altre forme di incentivo, nemmeno dello scambio sul posto che viene visto come tale. Immaginiamo che trovi ragionevole questa restrizione. Ciò significa che dovrai organizzarti al massimo per autoconsumare l’enorme quantità di energia che i pannelli produrranno tramite appositi sistemi di accumulo. Una buona opportunità per liberarti di tutte le spese energetiche possibili, soprattutto quella del gas.

Sei interessato a una consulenza informativa gratuita?

Chiama il nostro numero verde gratuito 800.960.410

Il recentissimo Decreto Rilancio prevede un Superbonus al 110%  che coinvolge anche il fotovoltaico e i sistemi di accumulo.

Ma cosa significa esattamente?

In pratica significa che a fronte del prezzo complessivo dell’intervento può essere applicata una detrazione fiscale al 110%. Ma ciò che rende ancora più interessante questa misura è la possibilità di ottenere il credito d’imposta con conseguente sconto in fattura.

Si tratterà di un “investimento” del tutto gratuito per i proprietari di casa. Questa opportunità per gli utenti domestici sembra molto più appetibile del vecchio Conto Energia, dove si recuperavano successivamente gli incentivi.

A quali condizioni si può ottenere l’impianto fotovoltaico gratuito?

Si deve prevedere un progetto di efficientamento in più fasi

ll Superbonus prevede che il fotovoltaico e il sistema di accumulo sia combinato con altri interventi. Può trattarsi dell’isolamento termico delle superfici opache verticali per oltre il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio oppure della sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore, o anche per l’acqua calda sanitaria. In alternativa deve essere legato ad un intervento antisismico. Non solo, si può aggiungere anche delle colonnine per la ricarica per le auto elettriche.

Deve trattarsi di un intervento su edificio domestico principale.

Può essere fatto solo a favore di persone fisiche e per gli edifici ad uso abitativo principale. L’obiettivo è quello di incrementare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni principali. 

L’intervento deve garantire un miglioramento di due classi energetiche

Potrai accedere al Super Bonus se nel complesso migliorerai l’edificio di due classi energetiche. Questo andrà dimostrato tramite Ape (attestato di prestazione energetica). Inoltre, per gli interventi legati alla climatizzazione invernale bisognerà osservare anche altri requisiti minimi come previsto dai decreti di cui al comma 3-terdell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63. Questo dovrebbe farti riflettere soprattutto sul fatto che dovrai affidarti a personale qualificato per non fare errori.

Contattaci per una consulenza informativa gratuita e senza impegno!

L’ APE – Attestato di Prestazione Energetica

Quando è obbligatorio redigere questo documento?

L’APE è richiesta obbligatoriamente dal 1° Luglio 2009, nei seguenti casi:

A rilasciarla è il certificatore energetico.

Inoltre vogliamo sottolineare che con l’introduzione del Superbonus, questo documento rappresenta uno degli step principali per accedere al 110%.

Qual è la differenza tra APE standard e l’APE convenzionale Superbonus 110?

Con la nuova agevolazione Superbonus che permette di efficientare condomini e appartamenti con una detrazione pari al 110%, è stato definito un nuovo tipo di certificazione energetica, il cosiddetto APE convenzionale, diverso rispetto all’APE che di solito si usa per locazione o per compravendita.

L’APE convenzionale rispetto ad un APE standard si differenzia per questi aspetti:

Come viene realizzato l’APE?

Con l’ausilio di specifici software viene effettuata un’analisi energetica dell’immobile prendendo in considerazione:

In seguito il Certificatore elabora i calcoli attraverso un software certificato, compila il documento e rilascia l’APE nel quale sintetizza le caratteristiche energetiche dell’immobile. 

L’ APE va conservato con il libretto della caldaia e consegnato al nuovo proprietario o al locatario.

Il certificatore deve presentare alla Regione di competenza copia dell’APE.

Se hai bisogno di maggiori informazioni e in che modo questo documento incide sulla tua pratica del superbonus 110 scrivici qui.